A uscire di casa in queste settimane d’agosto ci si potrebbe illudere, per un attimo, di essere stati catapultati nel Far West: marciapiedi semideserti, strade svuotate dalle auto e un sole che picchia tanto da far vibrare l’aria sopra l’asfalto. Del Far West, oltretutto, non mancano nemmeno i proverbiali “banditi”, seppur qui non portino il cappello a tesa larga e la rivoltella nella fondina.
Ciò nonostante non manchino nemmeno i presidi in strada: oltre ai pattugliamenti straordinari voluti per la stagione difficile in città, restano anche i sempreverdi militari dell’operazione “Strade Sicure”. Ma Milano è grande e la coperta corta. I presidi civili, indispensabili per garantire capillarità, in estate si riducono drasticamente. Esemplificativo l’esempio di Centrale, dove la tassista Barbara racconta di evitare il piazzale di notte: «Non mi sento sicura. nOra che molti clienti sono in ferie mi capita di restare sola, preferisco non rischiare».
A peggiorare il quadro, le famose “piazze tattiche” tanto celebrate dall’amministrazione Sala: spazi pubblici ridisegnati con arredi urbani e sedute colorate che, specie d’estate, si trasformano in luoghi di bivacco e disordine, finendo per favorire degrado e insicurezza invece che vivibilità.













