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Il segretario federale dopo la sconfitta su migranti e Jobs Act si prepara agli scioperi e punta al posto nelle liste dem
In attesa dell'«autunno caldo», il segretario della Cgil Maurizio Landini si gode un'estate in seconda fila. Eppure, la bella stagione stava cominciando sotto tutti altri auspici, per il segretario della Cgil. L'overdose mediatica della campagna referendaria di giugno lo aveva portato a oscurare perfino il dualismo tra il leader grillino Giuseppe Conte e la segretaria del Pd Elly Schlein, lanciandolo verso la guida di un campo largo alla perenne ricerca di un leader.
Tra il presenzialismo e l'anonimato - aspettando nuove mobilitazioni contro la prossima legge di Bilancio - c'è stato, però, il risultato del referendum. Mancato il quorum, la partecipazione ai quesiti sul lavoro promossi dal sindacato di Corso d'Italia è stata addirittura sotto le aspettative, intorno al 30%. Insomma, nessun avviso di sfratto al governo.






