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In Senato la riforma delle toghe dopo il sì alla Camera. Lento l'iter sulla forma di governo, forse a fine 2026

Non corre, ma marcia verso l'approvazione. La separazione delle carriere, che qualcuno dava per dispersa, è arrivata il 17 giugno nell'aula di Palazzo Madama e proprio ieri si è cominciato a votare il testo. L'opposizione prova a strangolare la norma con un migliaio di emendamenti, la maggioranza risponde con il canguro che funziona come una falciatrice. "Prima della pausa estiva - afferma Maurizio Gasparri, capogruppo di Fi al Senato - approveremo in prima lettura il disegno di legge costituzionale cui ha già dato disco verde la Camera". Insomma, pur con il fiatone, il convoglio prosegue il suo viaggio e ci avviciniamo alla metà del percorso.

Indietro, molto più indietro, invece l'altra grande riforma annunciata più e più volte, quella del premierato. In questo momento vanno avanti le audizioni in Commissione, poi il testo sbarcherà in aula, alla Camera. Quando? La domanda è più che legittima mentre la legislatura è arrivata a metà e pure oltre. Le agenzie sottolineano che la conferenza dei capigruppo di Montecitorio non ha messo in calendario l'esame delle due riforme. E questo, secondo le opposizioni, sarebbe il segno di una coalizione lacerata e confusa. Ma la riflessione non convince. "Non siamo affatto fermi sul fronte della giustizia - spiega Gasparri - il testo viene affrontato e votato in queste ore, può essere che si arrivi al contingentamento dei tempi, sono certo che il Senato approverà in fretta".