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9 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 16:54

Venerdì notte, dopo oltre dieci ore di riunione, ha votato contro il piano di Benjamin Netanyahu per allargare le operazioni terrestri nella Striscia di Gaza. Al ministro delle Finanze Bezalel Smotrich non va giù il piano messo a punto dal suo governo per prendere possesso del rimanente 25% del territorio di Gaza che Israele ancora non controlla. Il capo del partito di estrema destra Sionismo religioso ritiene che non sia sufficiente, ha dichiarato venerdì un suo portavoce. Anzi, la decisione sia stata “immorale e non sionista“.

Insieme al collega alla Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, il ministro continua a trascinare il governo Netanyahu sempre più a destra. “Questa non è un’operazione per conquistare la Striscia, prendere il pieno controllo militare del territorio e spingere per un risultato decisivo”, ha affermato il portavoce, ovvero “l’unico modo per garantire la vittoria, una sicurezza duratura e il ritorno degli ostaggi”. Piuttosto, quella annunciata dal governo Netanyahu è “un’operazione pericolosa il cui unico scopo è quello di riportare Hamas al tavolo delle trattative, un obiettivo che non rientra negli scopi della guerra”. Ovvero liberare gli ostaggi e debellare definitivamente Hamas. Ancora una volta quindi, è il pensiero del leader dell’ultradestra sionista, il premier prometterà che Israele andrà “fino in fondo”, per poi “ritirarsi al momento della verità dopo che decine di eroi saranno morti e senza alcun reale risultato operativo”. Citando fonti anonime, il quotidiano Israel Hayom si spinga addirittura a riferire che Smotrich avrebbe concordato con il suo antagonista Eyal Zamir, capo delle Israel Defense Forces, sul fatto che il piano non era buono e non avrebbe avvicinato Israele ai suoi obiettivi di guerra dichiarati.