FRISANCO - «Me li sono visti piombare addosso, non ho avuto nemmeno il tempo di frenare, perché entrambi stavamo affrontando la curva e, dunque, l’impatto è stato improvviso e devastante». È quanto ha raccontato Avia Luisa Vissat ai parenti e agli amici dopo essere stata dimessa dall’ospedale di Pordenone e tornata nella propria casa di Poffabro, dove era diretta anche martedì sera, quando la sua Tiguan si è scontrata con la Twingo dei tre calciatori maniaghesi. «È stata una cosa assolutamente inaspettata visto che percorro quella strada quotidianamente da sempre - ha aggiunto -: quando ho terminato la leggera semicurva, c’era già l’auto intraversata sul fianco che impegnava completamente la mia corsia di marcia. Ho soltanto provato a evitarli, ma il tutto è durato una frazione di secondo».
Quando è uscita faticosamente dall’auto - che è andata semidistrutta - c’erano già altri automobilisti. «Compresi i compagni di squadra dei ragazzi coinvolti - ha fatto sapere -: Io ero sotto choc e loro si sono presi cura di me e del giovane amico ferito. Mi hanno fatto accomodare in un pulmino, in attesa che arrivassero i mezzi di soccorso. Sono straziata per ciò che è accaduto e vivo in uno stato di profonda commozione per le famiglie delle vittime e anche dell’autista, che per fortuna si è salvato. Continuo a interrogarmi se avessi potuto fare qualcosa di diverso, ma davvero non mi sarei aspettato mai quel tipo di traiettoria, in quell’istante».














