Per i lavoratori dipendenti con tumore o malattie rare e croniche invalidanti arriva una serie di garanzie in più: il diritto a conservare il posto di lavoro fino a 24 mesi continuativi o frazionati - dagli attuali 180 giorni - la possibilità di riscattare questo periodo cosiddetto “di comporto” con il versamento volontario dei contributi, la disponibilità di 10 ore l’anno di permesso per visite e analisi in aggiunta a quelle già riconosciute dalla legge e dai contratti collettivi, l’accesso prioritario allo smart working, ma solo al termine del congedo e se “compatibile con le mansioni svolte”.

Queste le principali novità contenute nel disegno di legge 1430 “Disposizioni concernenti la conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche in favore dei lavoratori affetti da malattie oncologiche, invalidanti e croniche”, approvato all’unanimità dal Senato in via definitiva e senza modifiche rispetto alla versione licenziata a marzo scorso (sempre all’unanimità) dalla Camera, dopo un iter sofferto avviato nella scorsa Legislatura e condizionato da esigenze di bilancio. La nuova legge origina nell’iniziativa legislativa dell’opposizione (Debora Serracchiani, PD) e ha avuto come relatrice al Senato Elena Murelli (Lega), ottenendo una convergenza bipartisan su due temi, quello del diritto al lavoro e del diritto alla salute, costituzionalmente garantiti. E alla nuova legge plaude il ministro della Salute Orazio Schillaci: «L’Italia dopo la legge sull’oblio oncologico - commenta - compie un altro deciso passo in avanti a sostegno di chi affronta lunghi e complessi percorsi di cura e di riabilitazione: si mette al centro la salute assicurando a chi soffre di patologie oncologiche, invalidanti e croniche più sicurezza e stabilità professionale. Oggi diamo un altro segnale di civiltà e umanità».