Il cannone di fabbricazione italiana e destinato a una nave Fincantieri, all'origine delle proteste dei portuali genovesi, non sarà imbarcato a bordo della Bahri Yanbu

La nave Bahri Yanbu ormeggiata in porto a Genova

Genova - Il cannone di fabbricazione italiana e destinato a una nave Fincantieri, all'origine delle proteste dei portuali genovesi, non sarà imbarcato a bordo della Bahri Yanbu in partenza probabilmente domattina dal porto di Genova. Lo rende noto la Filt Cgil che ieri in Prefettura e oggi in autorità portuale aveva ribadito l'astensione da parte dei propri iscritti dal caricare le armi presenti al terminal Gmt.

E i lavoratori della Cgil per la loro scelta hanno ricevuto la solidarietà e il plauso da parte delle Federazione europea dei lavoratori dei trasporti "che si schiera fermamente contro la guerra, promuove la pace e sostiene la solidarietà dei lavoratori in tutto il mondo".

Intanto dopo il presidio e le azioni simboliche di questa mattina i lavoratori del Calp e del sindacato Usb, che a sua volta ieri aveva dichiarato uno sciopero di 24 ore al terminal Gmt limitatamente al carico di armamenti, sono ancora in attesa di ricevere la documentazione specifica sui mezzi militari americani e i container carichi di esplosivi che si trovavano già a bordo della Bahri Yambu, imbarcate nel porto di Dundalk (Stati Uniti): "Ci è stato confermato che le armi saranno sbarcate ad Abu Dhabi e che non ci sarebbe violazione della normativa, ma non abbiamo ancora ricevuto la documentazione che stamattina ci era stato detto avremmo potuto visionare - spiega José Nivoi, delegato Usb - A questo punto confidiamo negli esiti dell'inchiesta che è stata aperta in seguito al nostro esposto di ieri".