"Il piano di occupazione di Gaza ribalta la storia di accordi internazionali faticosamente raggiunti, come gli accordi di Oslo, anche da appartenenti al Likud, lo stesso partito attualmente al governo in Israele, e che calpesta i principi essenziali del diritto internazionale con il silenzio complice e irresponsabile di chi dovrebbe farlo rispettare e affosserà la pietà umana nel buio totale dell'indifferenza che tace ed è complice".
Lo dice all'ANSA padre Ibrahim Faltas, francescano della Custodia di Terra Santa.
"Occupare significa non occuparsi dei diritti umani di chi ha fame a Gaza, di chi vive nell'insicurezza in Cisgiordania, di chi soffre e protesta a Tel Aviv, aspettando il ritorno di persone care, ostaggi o 'merce di scambio' in una mediazione confusa e senza esiti positivi", sottolinea ancora il francescano.
Padre Faltas, in un colloquio telefonico da Gerusalemme, fa presente che "il piano di occupazione approvato la scorsa notte non è condiviso dalla maggior parte del popolo israeliano e non è certo una soluzione al dramma di Gaza ma porterà ancora morte e distruzione ad una popolazione che soffre da quasi due anni, senza la certezza di riportare gli ostaggi a casa per riabbracciare le proprie famiglie".










