Migliaia di israeliani in piazza, a Tel Aviv e a Gerusalemme, per protestare contro Netanyahu e il suo piano di conquista di Gaza (e, di fatto, di condanna dei rapiti ancora nelle mani di Hamas). In Israele la protesta contro le decisioni del governo si espande: ci sono israeliani incatenati davanti all'ufficio di Netanyahu, centinaia di persone in piazza, altri sono in barca davanti alle spiagge di Gaza che lanciano salvagenti in mare, come per tentare di salvare i palestinesi rimasti nella Striscia, bloccati senza cibo e senza più nulla.

L’OPERAZIONE

I cinque punti del nuovo piano approvato da Israele per occupare Gaza

Il “no” del Forum delle famiglie degli ostaggi

Le famiglie degli ostaggi, attraverso il loro Forum, puntano il dito contro Netanyahu: «Li ha condannati a morte», dicono, con la decisione del nuovo piano di occupazione delle aree palestinesi. «Il governo israeliano ha condannato a morte gli ostaggi ancora in vita e alla scomparsa quelli caduti», si legge in una dichiarazione del Forum, «la decisione del governo di avviare il processo di occupazione della Striscia è una dichiarazione ufficiale di abbandono degli ostaggi, che ignora del tutto i ripetuti avvertimenti dei vertici militari e il chiaro desiderio della maggior parte dell'opinione pubblica israeliana». La nota accusa il governo di agire contro l'interesse nazionale con una mossa «sciocca» di «inganno e imperdonabile negligenza morale e di sicurezza» che avvicina Israele a un «colossale disastro per gli ostaggi e i soldati». Il Forum aggiunge, tuttavia, che non è troppo tardi e che è ancora possibile raggiungere un accordo per porre fine alla guerra e riportare a casa tutti i prigionieri. In pratica, chiedono a Netanyahu di fermarsi, di ripensarci.