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Sabato a Tel Aviv migliaia di persone hanno protestato contro il piano per l’occupazione della città di Gaza approvato venerdì dal governo israeliano, che nei giorni scorsi è stato contestato anche dai paesi europei e da parte della comunità internazionale. I manifestanti in Israele hanno chiesto la fine della guerra nella Striscia di Gaza e la liberazione degli ostaggi ancora prigionieri di Hamas, le cui vite, secondo l’establishment di sicurezza e di intelligence israeliano, potrebbero essere messe in pericolo dall’espansione dell’occupazione decisa dal primo ministro Benjamin Netanyahu.
Dall’inizio della guerra nella Striscia, quasi due anni fa, ci sono state molte manifestazioni di protesta a Tel Aviv, che è la città più popolosa di Israele e quella dove è maggiormente rappresentata l’opposizione a Netanyahu e al suo governo di destra. Secondo gli organizzatori a quella di sabato hanno partecipato più di 100mila persone, secondo il quotidiano israeliano Haaretz erano «decine di migliaia».
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La maggior parte dei manifestanti sventolava bandiere israeliane o mostrava cartelli con le fotografie degli ostaggi prigionieri di Hamas, circa 20 dei quali sarebbero ancora vivi secondo le stime israeliane. Altri manifestanti avevano con sé dei cartelli contenenti messaggi contro il governo o appelli rivolti al presidente degli Stati Uniti Donald Trump per chiedergli di fermare Netanyahu. Alcuni manifestanti invece avevano con sé anche delle immagini di bambini palestinesi uccisi dall’esercito israeliano.











