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A inizio agosto vicino ad Ancona un uomo di 64 anni è stato trovato in casa vivo e vigile, per quanto in uno stato alterato, con una freccia conficcata nel cranio. Secondo le prime ricostruzioni si era procurato la ferita con una balestra un paio di giorni prima ed era riuscito a sopravvivere, nonostante la gravità della ferita che aveva interessato alcune aree del cervello. L’uomo è stato sottoposto a una lunga operazione per rimuovere la freccia e rimane in condizioni gravi, ma la sua storia si aggiunge a una lunga lista di casi clinici in cui il cervello ha mostrato di essere un organo delicatissimo e al tempo stesso più resistente e versatile di quanto si possa immaginare.
Il primario di neurochirurgia dell’ospedale di Ancona che ha seguito il caso ha detto al Corriere della Sera che la freccia aveva attraversato il cranio dalla fronte alla nuca: «Eppure, il paziente era arrivato cosciente, con gli occhi aperti. Blaterava parole sconnesse, ma parlava. Due giorni senza mangiare né bere, da solo in casa. La freccia gli impediva perfino di girare la testa». Secondo i giornali locali, alcune persone lo avevano cercato al telefono, e non avendo ricevuto risposta dopo più tentativi avevano chiamato i soccorsi. È stato trovato a letto e le indagini dovranno stabilire se si sia trattato di un incidente o di un gesto volontario.











