Edmondo Cirielli, vice ministro degli Esteri, neo sposo, leader di Fratelli d’Italia. Come si giustifica il centrodestra che, da dieci anni all’opposizione, non è pronto alla sfida elettorale con un candidato alla presidenza della Campania?
«Dal coordinamento regionale è stato indicato il mio nome come candidato. Poi ci siamo aperti alle ipotesi proposte dagli alleati: quelle di Martusciello e Zinzi. Dopodiché si è fatta avanti l’ipotesi di puntare sui nomi civici e su di essi abbiamo convenuto che fosse indispensabile sondarne la potenzialità elettorale. A livello nazionale, con le altre Regioni al voto, si è pensato di fare una valutazione complessiva. E non ultimo, il dato campano: la spaccatura tra De Luca e il centrosinistra che ha suggerito di prestare attenzione a quanto accade nel campo avversario».






