«Blue Corrridors», «Corridoi Blu». È questo il nome scelto dalla nuova piattaforma digitale nata grazie al Wwf e a una coalizione di scienziati, esponenti della società civile, governi e innovatori tecnologici. Uno strumento che raccoglie i dati raccolti in 30 anni sul tracciamento delle balene dal Pacifico orientale e Mediterraneo fino all’Oceano Meridionale e unisce informazioni sulle minacce marine e sulle soluzioni di conservazione. È la prima volta, chiarisce l'associazione, che «i corridoi blu» di migrazione percorsi dalle grandi balene vengono mappati digitalmente e resi accessibili al pubblico, con l'obiettivo di promuovere un «maggiore impegno nella tutela degli oceani». La piattaforma sostiene gli obiettivi internazionali volti a proteggere il 30% degli oceani entro il 2030, come indica il Quadro Globale per la Biodiversità di Kunming-Montreal, e fornisce anche indicazioni pratiche su come conseguirli.