ROMA – Avete un’auto aziendale che vi è stata assegnata a luglio, giusto in tempo per usarla in vacanza, ma era stata ordinata nel 2024? Attenzione perché cambia il metodo di calcolo del fringe benefit e questo potrebbe incidere sulla retribuzione netta del dipendente e impattare su contributi previdenziali e oneri aziendali.

Flotte aziendali, l'impatto delle norme sul fringe benefit: 4 su 10 non rinnovano il parco veicoli

Tutto è iniziato il primo luglio 2025, con la chiusura del periodo transitorio previsto dall’Agenzia delle entrate per garantire un passaggio regolare tra la nuova disciplina fiscale delle auto aziendali date in uso promiscuo in vigore dal primo gennaio 2025, basata sulla tipologia di alimentazione dei veicoli, e quella precedente, che calcolava il benefit in base alle emissioni di anidride carbonica. In sostanza, il regime transitorio stabiliva la possibilità di scegliere, per i veicoli ordinati entro il 31 dicembre 2024 e assegnati al dipendente tra il primo gennaio e il 30 giugno 2025, tra la tassazione precedente, più favorevole ai veicoli termici, e la tassazione in vigore dal 2025, che premia ibridi plug-in ed elettrici, con aliquote rispettivamente del 20 e del 10%. Mentre quelle per i veicoli termici sono del 50%.