Trasferte di lavoro, tutto è cambiato. Qualcuno se ne sarà già accorto, ma nell'anno da poco concluso sono entrate in vigore nuove regole sui rimborsi spese dei dipendenti, con nuove disposizioni che sono state introdotte con l'obiettivo di limitare l'uso del contante e rafforzare i controlli fiscali.
Come spiega il Sole 24 Ore, le nuove norme entrate in vigore dal 2025 obbligano ora le aziende a rivedere i propri regolamenti interni e richiedono a dipendenti e collaboratori una maggiore attenzione sia alle modalità di pagamento sia alla corretta documentazione delle spese. La finalità è quella di rendere i rimborsi più trasparenti e facilmente verificabili dall’Amministrazione finanziaria.
Le modalità di rimborso restano tre, ma con differenti conseguenze fiscali.
La scelta della formula adottata incide direttamente sulla tassazione, poiché non tutte le somme rimborsate sono automaticamente esenti da imposte.
Un aspetto rilevante riguarda l’impiego dell’auto personale. Quando il dipendente utilizza il proprio veicolo per motivi di lavoro, il rimborso chilometrico continua a essere ammesso e non soggetto a tassazione, a condizione che rientri nei limiti previsti dalle tabelle ACI. È però indispensabile che lo spostamento sia preventivamente autorizzato, coerente con l’attività lavorativa svolta e correttamente registrato, con una documentazione aziendale completa e ordinata.







