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In teoria è impossibile ottenere il brevetto da bagnino in pochi giorni: bisogna seguire un corso che dura tre mesi e poi sostenere un esame. Eppure nel Lazio succede, secondo diverse testimonianze raccolte dal Post. Sono brevetti contraffatti, usati per arruolare ragazzi molto giovani e senza esperienza che vengono poi impiegati come bagnini – quindi direttamente nel salvataggio delle persone in mare – o come sostituti nel caso in cui un bagnino si ammali o debba comunque assentarsi dal lavoro.

«Alcune persone ci hanno raccontato che durante i colloqui di lavoro vengono proposti brevetti facili, reperibili in pochi giorni, senza bisogno di seguire le lezioni e di fare la prova finale», racconta Gianfranco Cartisano, segretario di Latina del sindacato Uiltucs (Unione italiana lavoratori turismo commercio e servizi). Uno di questi alla metà di giugno ha registrato di nascosto un colloquio di lavoro con un imprenditore di Terracina che stava reclutando bagnini per le spiagge libere e gli stabilimenti balneari del basso Lazio. Il Post è in possesso della registrazione, che dura 23 minuti.

L’uomo che ha registrato il colloquio ha 48 anni e una lunga esperienza da bagnino; ha chiesto di non divulgare il suo nome, per maggiore leggibilità lo chiameremo M. Nel colloquio che ha registrato, l’imprenditore dice di impiegare centinaia di persone tra la Campania e il Lazio, da Mondragone (in provincia di Caserta) fino a Latina. Cita alcune società e cooperative che farebbero capo a lui e che gestiscono il controllo delle spiagge libere e di quelle in concessione tra il litorale laziale e quello casertano. Il Post ha verificato che queste società esistono: non sono direttamente di proprietà dell’imprenditore, ma sono tutte in qualche modo legate a lui.