Di lui si sa poco, non si conosce nemmeno il nome. Le uniche informazioni sono quelle che attestano sia un uomo di 61 anni, separato, padre di una figlia di 23. Malato di leucemia. Per anni ha incenerito documenti sensibili, faldoni coperti dal segreto d’ufficio. Dove? A Palazzo Chigi! Ha vissuto lo Stato dall’interno, nel vero senso della parola. Tutto il materiale secretato che gli capitava a tiro lo mandava al macero in un laboratorio, un tunnel scavato nel tufo, in una località, anche quella secretata, della Capitale. No, non è una spy-story, è la realtà di un uomo che si è ammalato nel respirare tutta l’aria tossica del posto angusto in cui ha lavorato per anni. Il Consiglio di Stato ora, dopo oltre 10 anni di battaglie legali, come rivela Il Tempo ha emesso una sentenza storica: la Presidenza del Consiglio e il ministero dell’Economia sono stati condannati (per ora) a risarcire 3.000 euro di spese legali. Ma è solo l’inizio di un iter che la famiglia del dipendente statale ha avviato per riconoscergli lo status di “vittima del dovere”.
Alla stregua delle vittime di terrorismo e mafia. Il Consiglio ha parlato di “gravi carenze istruttorie e inadeguata valutazione scientifica dell’esposizione”, riconoscendo che le condizioni ambientali erano incompatibili con la salute Non sarà facile discuterne in un’aula, perché il dispositivo della VII Sezione del Consiglio di Stato deve attenersi al segreto d’ufficio, anche sulla topografia del tunnel. Qualcosa, però, è venuto fuori e cioè che questo luogo di “bruciature” è un’ex cisterna settecentesca, trasformata in laboratorio di falegnameria e poi in forno crematorio per carte di Stato. Nessuna ventilazione o aspirazione dell’aria e filtri spesso fuori uso. E spesso, oltre alla carta, bruciava anche la plastica che conteneva i documenti, altro materiale tossico inalato dal povero malato, assunto nel 1992 come falegname e poi smistato all’impianto di smaltimento dei materiali sensibili. Nel 2012, però, la mazzata: leucemia cronica a cellule capellute. Malattia rara, associata all’esposizione a sostanze tossiche e cancerogene.






