Alle 8:15 all'interno del parco che ospita il Memoriale della pace Hiroshima è piombato il silenzio.

Sessanta secondi con gli occhi bassi per ricordare quella mattina di 80 anni fa quando l'Enola Gay, la mattina del 6 agosto 1945, sganciò 'Little boy', la prima micidiale bomba atomica che seminò morte e distruzione.

Il rintocco della campana ha scandito l'inizio del minuto di silenzio in ricordo delle oltre 140 mila vittime e delle altre 74 mila che persero la vita solo tre giorni dopo a Nagasaki, quando fu lanciato l'altro ordigno nucleare che decretò, di fatto, la fine della Seconda guerra mondiale, con la resa incondizionata del Giappone.

"Nonostante l'attuale situazione di fragilità, noi cittadini non dobbiamo mai arrenderci", ha affermato il sindaco di Hiroshima, Kazumi Matsui, nella Dichiarazione di pace letta durante la cerimonia, a meno di un anno dall'assegnazione del premio Nobel per la Pace al Nihon Hidankyo, l'organizzazione di base che raccoglie i sopravvissuti ai bombardamenti atomici, gli 'hibakusha', premiando i loro sforzi per un mondo libero da armi nucleari. "I nostri giovani, i leader delle generazioni future, devono riconoscere che politiche errate in materia di spesa militare, sicurezza nazionale e armi nucleari, potrebbero portare a conseguenze assolutamente devastanti e disumane. Li esortiamo a farsi avanti con questa consapevolezza e a guidare la società civile verso il consenso", ha sottolineato Matsui a una platea record di 120 Paesi e delegazioni governative di tutto il mondo.