Il Ponte sullo Stretto di Messina, quel sogno d’asfalto e acciaio che da decenni aleggia come un miraggio tra Scilla e Cariddi, avrà il pedaggio più caro del mondo. Dieci euro per attraversare 3,66 chilometri di ponte. Sono 2,73 euro a chilometro. Roba che, al confronto, l’autostrada del Sole sembra un’offerta speciale da discount: solo 0,075 a Km.

Spesa, tempi di realizzazione, vincoli e controlli: ecco i dettagli del progetto del Ponte sullo Stretto

Il Codacons, con la sua implacabile calcolatrice, ci informa che questo pedaggio sarà il 3.540% più caro rispetto alla media delle tariffe autostradali italiane. Tremilacinquecentoquaranta per cento. Un numero esorbitante che parla di noi, della nostra Italia, del nostro modo di sognare in grande e di pagare ancora più in grande.

Una possibile scena

Dieci euro a passaggio, come un obolo a Caronte, ma senza la garanzia di arrivare nell’Ade. Solo a Villa San Giovanni. Il primo automobilista, un signore qualunque, magari un pendolare con la Panda scassata (la Sicilia ha l’età media delle auto più elevata d’Italia: 14 anni, seguita dalla Calabria con 13 anni e 8 mesi) che si avvicina al casello con la stessa emozione di chi sta per attraversare il Golden Gate o il Bosforo. Si ferma, tira giù il finestrino, e il casellante – che in un mondo perfetto dovrebbe indossare una toga romana o almeno un mantello da supereroe – gli annuncia: “Sono dieci euro, prego”. E lui, il nostro eroe, fruga nel portafogli, tira fuori una banconota stropicciata (in Calabria il 91% delle transazioni è effettuato in contanti mentre in Lombardia solo il 57,5), e si chiede se quei 3,66 chilometri valgano davvero il prezzo di una pizza margherita. Spoiler: non lo saprà mai, perché il Ponte sullo Stretto non è fatto per essere capito. È fatto per essere pagato.