Irritazione nel governo Meloni per i tempi dell'inchiesta sul caso Almasri, il generale libico prima arrestato in Italia e poi rimpatriato. Un caso che ha fatto finire sotto la lente dei giudici la premier Giorgia Meloni, i ministri dell'Interno e della Giustizia Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e il sottosegretario Alfredo Mantovano. Se la posizione della presidente del Consiglio è stata archiviata, per tutti gli altri invece il Tribunale dei ministri ha chiesto l'autorizzazione a procedere.
Ma a far innervosire l'esecutivo sono state le tempistiche, appunto. La ricostruzione "politica" riportata in un retroscena del Corriere della Sera ma non confermata dalla Procura è che venerdì 1 agosto il Tribunale dei ministri ha trasmesso al capo della Procura "i decreti riguardanti le decisioni sulla premier Giorgia Meloni, sul sottosegretario Mantovano e sui ministri Nordio e Piantedosi. Il 4 agosto quello di Meloni è stato inviato alla legale, Giulia Bongiorno". Poi solo ieri, il 5 agosto, sono arrivati alla Camera gli atti sulla richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti degli altri esponenti politici coinvolti.
NICOLA FRATOIANNI INSULTA GIORGIA MELONI: "C'È QUALCOSA DI MALATO"











