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Sulla città giapponese scese un sole infernale e la Storia cambiò per sempre facendoci entrare nell'era in cui l'uomo è capace di estinguere l'uomo
Sappiamo il momento esatto dello sgancio, il momento in cui tutto cambiò per sempre: ore 8, minuti 15 del giorno 6 agosto 1945. La bomba esce dal portellone di un singolo bombardiere B29 americano che sorvola la città giapponese di Hiroshima, plana per 44,4 secondi. Poi detona all'altezza prevista di 580 metri sopra la città. La bomba chiamata scherzosamente Little boy contiene 64 kilogrammi di uranio 235. Ad innescare l'esplosione una sorta di cannone che deve sparare la massa critica all'interno del resto della carica. Una metodologia di innesco già vetusta, gli scienziati di Los Alamos hanno fatto di meglio col plutonio e con un sistema di innesco a implosione completamente diverso, molto più efficiente. Lo si vedrà da lì a qualche giorno sopra Nagasaki.
Dei 64 chili di uranio ne viene annichilito meno di uno, non proprio un successo ingegneristico. Basta comunque a generare una potenza di 16 kilotoni. Sarebbe assurdo cercare di descrivere a parole quello che è accaduto in quel momento. A Hiroshima morirono istantaneamente per l'esplosione nucleare tra le 66mila e le 78mila persone e una cifra simile rimase ferita.






