Ho visto il mondo finire: questo il titolo di una monumentale opera d’arte digitale commissionata dall’Imperial War Museum di Londra alle artiste Ed Devlin e Machiko Weston per commemorare l’ottantesimo anniversario del bombardamento atomico su Hiroshima il 6 agosto 1945.

Il filmato di dieci minuti è stato proiettato sul gigantesco schermo di Piccadilly Circus.

“I saw the world end” è un dittico digitale, con lo schermo diviso in due per mostrare i due punti di vista: quello occidentale degli ideatori, creatori e realizzatori della bomba atomica, curato dalla Devlin, e quello giapponese, delle vittime, dei testimoni e dei sopravvissuti, curato dalla Weston.

I dieci minuti tracciano i dieci secondi che sono bastati per distruggere completamente Hiroshima il 6 agosto, e Nagasaki tre giorni dopo, causando la morte immediata di oltre centomila persone, in massima parte civili, e la morte atroce e differita di altre migliaia di persone, ferite in modo fatale o vittime degli effetti delle radiazioni.

“Abbiamo voluto esplorare questo momento con la sequenza temporale dell’impatto fisico della bomba, da un milionesimo di secondo a tre secondi a dieci secondi, attimo in cui la distruzione fisica era completa – spiegano Devlin e Weston -. Abbiamo anche seguito la sequenza temporale dell’impatto mitologico, dai nostri nonni ai nostri genitori alla nostra percezione dell’evento, che ha dato forma al concetto di fine del mondo nelle tradizioni culturali sia britannica che giapponese.”