SANTA MARIA DI SALA (VENEZIA) - «Non ci sono parole, non ho parole. Fai buon viaggio papà». Aveva salutato così sui social il padre Andrea, domenica pomeriggio poco dopo l'incidente, il figlio minore Mattia. Mattia Molin ha 34 anni, vive a Ballò, nato dal secondo matrimonio di Andrea, il 63enne morto nell'incidente sulla via Noalese domenica, mentre viaggiava sul suo scooter nuovo di zecca, che aveva appena comprato, svela il figlio.
«Aveva sempre avuto il sogno della moto, - racconta Mattia - era andato a prenderlo la settimana scorsa, il 23 luglio, un T max 500 bellissimo. Papà ha finalmente così esaudito il suo grande desiderio, ma proprio quello gli è stato fatale». Un sogno che coltivava da tempo, per un po' ne aveva avuto un altro, meno bello, ma poi per varie vicissitudini aveva dovuto dirgli addio; ora finalmente era tutto suo, eppure nemmeno stavolta ha potuto goderlo, se non una manciata di giorni, un destino crudele se l'è portato via proprio in sella a quel mezzo tanto desiderato.
Una vita vissuta intensamente, quella del sessantenne salese, instancabile, pieno di energie, idee, ma anche di capacità, tanto che nel calcio, sua attività principale, ha lasciato un segno indelebile come bomber di razza, guadagnandosi due provini alla Juventus a soli 16 (ma troppo giovane per essere preso).






