«Numeri molto preoccupanti. Anzi, estremamente preoccupanti». Sono i 1.336 casi di 6 in condotta contati quest’anno nelle scuole secondarie di primo grado del Friuli Venezia Giulia, il 4.46% sui 30mila allievi. Ad altri 45 è stato dato un cinque. Ad essi si aggiungono altri sei per 426 ragazzi delle superiori, per la metà concentrati nel primo anno.

A leggere così i numeri resi noti da fonte scolastica ufficiale è il presidente dell’Associazione nazionale presidi Luca Gervasutti che, da professionista della scuola di lungo corso, motiva anche tecnicamente la portata del giudizio: «Il Consiglio di classe per decidere un sei o un cinque in condotta deve aver raccolto numerose segnalazioni che infrangono le regole scolastiche – spiega -. Significa che si tratta di comportamenti ripetuti e la mancanza di regole a scuola è devastante. In sostanza – spiega ulteriormente -, un sei o un cinque si mettono a fronte di situazioni estreme». Nelle medie i sei sono stati 593 in provincia di Pordenone, 456 in quella di Udine e una quota molto inferiore, poco più di un centinaio, a Gorizia e a Trieste. Alle superiori la quota di ragazzi con il 6 è pari all’1,15% rispetto ai 38mila ragazzi presenti in regione in questa fascia scolastica. Il resoconto è stato diffuso in concomitanza con la prima applicazione della riforma della valutazione della condotta introdotta dal Ministero, per la quale alle medie il sei concorre all’eventuale bocciatura, mentre alle superiori richiede un compito su temi legati alla cittadinanza attiva da presentarsi entro fine agosto. Con il cinque arriva la bocciatura.