FRIULI VENEZIA GIULIA - Boom di pluriclassi nelle scuole primarie della regione, i dati delle iscrizioni 2026/2027 diffusi dall’Ufficio scolastico regionale descrivono una vera e propria esplosione: quasi il 50 per cento in più a livello generale, con differenze tra comuni. Record a Trieste dove le classi con alunni di età differenti schizzano da 3 a 26 (+766%). Forte incremento anche nella provincia di Udine (caratterizzata da una vasta area montana), in cui si va da 52 a 73. Più del doppio a Pordenone, dove le mini scuole crescono da 7 a 16. E a Gorizia si triplica da 3 a 9. In totale le pluriclassi raggiungono quota 124 a fronte delle 65 dell’anno scolastico in corso. Neanche a dirlo, è la denatalità incalzante ad incentivare la formazione dei plessi con una classe con bambini dalla prima alla quinta elementare.
Un modello di istruzione utilizzato frequentemente nei luoghi a rischio spopolamento come baluardo della comunità. Ma che con il crollo delle nascite si sta estendendo a macchia d’olio. A settembre in Friuli Venezia Giulia ci saranno 2.448 studenti in meno, con un calo dell’1,87 per cento rispetto al 2025. «La formazione di pluriclassi - commenta Luca Gervasutti, presidente dell’Associazione nazionale presidi (Anp) del Fvg - comune nelle aree montane e nei piccoli centri, è una risposta necessaria per garantire il diritto all’istruzione in territori periferici. Ma deve essere un’extrema ratio, non credo sia un modello replicabile in contesti più ampi per fronteggiare il calo delle iscrizioni. A livello generale, la denatalità impone di ripensare gli organici senza guardare più ai parametri numerici. Ovvero mantenere lo stesso numero di insegnanti, ampliando l’organico di potenziamento con docenti a supporto delle situazioni da affrontare in maniera personalizzata. Arricchendo l’offerta formativa con nuovi investimenti e mantenendo la scuola aperta più ore al giorno a sostegno delle famiglie che lo richiedono da tempo e degli studenti più fragili».








