VENEZIA - «Rivedere il gioco, puntando ad una riscrittura delle regole moderne, andando oltre quelle ormai obsolete, superate». In tema di specificità di Venezia e dell'ipotesi di statuto speciale, questa è la visione dell'avvocato Gianfranco Perulli, già docente di Diritto amministrativo allo Iuav, tra i maggiori esperti della Città metropolitana e curatore del libro "Mose e Autorità per la Laguna di Venezia", convinto di come non basti fermarsi a dire come sottolineato invece da qualcuno «lavoriamo sulla Legge speciale e basta».

Il tema, di cui su questo giornale si dibatte da giorni con un confronto aperto, è quello sollevato dal governatore Luca Zaia, ovvero di dare anche a Venezia gli strumenti di autonomia amministrativa e finanziaria che ilòGoverno ha garantito per "Roma Capitale", con una riforma costituzionale.

Per Perulli il focus va mantenuto su alcune tematiche fondamentali, a cominciare da quella sulla residenzialità e sulle attività economiche.

«In passato ci si è chiesti: perché non introdurre il porto franco, dunque normative fiscali di favore? Non ci si deve limitare a "copiare" Roma, ma pensare riflette l'avvocato a come riscrivere le regole adattandole alla nostra situazione, attualizzandole al 2025. Il tutto in una prospettiva europea e di dialogo anche con le altri capitali».