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Ultimo aggiornamento: 11:18

La Spagna è nuovamente alle prese con una crisi di legittimità politica. Dopo lo scandalo di corruzione che ha coinvolto figure vicine al premier socialista Pedro Sánchez, e quello dell’ex ministro del Partito popolare Cristóbal Montoro, accusato di favoritismi fiscali, una nuova tempesta travolge ora il panorama politico: titoli universitari falsi o semplicemente inventati da parte di vari esponenti del centrodestra. Un terremoto che scuote le fondamenta del bipartitismo spagnolo, come accadde durante la crisi economica del 2008. Ma con una differenza cruciale: se allora l’indignazione popolare si riversava nelle piazze attraverso il movimento degli indignados e dava vita a nuove formazioni politiche come Podemos, oggi la rabbia sociale si manifesta principalmente sui social network e viene intercettata — e amplificata — dalla destra radicale, come dimostrano i recenti fatti di Torre Pacheco.

Mentre Vox consolida la sua presenza nei governi regionali e il PP stringe alleanze con gli ex nemici ideologici, una raffica di scandali legati a curricula manipolati sta erodendo la credibilità dell’intero blocco conservatore.