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Lunedì sera il Senato ha approvato la conversione in legge di un decreto-legge sullo sport, che contiene tra le altre cose una serie di provvedimenti per l’organizzazione di alcuni grossi eventi come le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 e la Coppa America di vela in programma a Napoli nel 2027. Dal testo finale – che dovrà ora essere approvato in via definitiva dalla Camera – sono però state eliminate alcune parti: la più discussa puntava a introdurre una norma a cui il governo di Giorgia Meloni teneva molto, perché gli avrebbe in sostanza permesso di ottenere un controllo maggiore su importanti eventi sportivi con un grosso seguito (su tutti le ATP Finals di tennis: ci arriviamo).

È successo perché il governo ha preferito evitare uno scontro istituzionale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che come era già successo altre volte aveva fatto sapere di essere contrario al ricorso di un decreto-legge per introdurre delle norme a suo avviso non urgenti: il decreto-legge è un provvedimento del governo che entra subito in vigore e deve poi essere convertito in legge entro 60 giorni, ma in teoria dovrebbe essere usato solo in casi di urgenza, quando non è possibile attendere il processo legislativo ordinario (non è così da tempo, ma Mattarella ha fatto più volte notare che il governo di Meloni sta esagerando più che in passato).