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5 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 12:08

Prima una, poi due, alla fine addirittura tre modifiche, già fuori tempo massimo, per accogliere in extremis i rilievi avanzati dal Quirinale ed evitare lo scontro. Col paradosso, però, che il Decreto Sport che esce dal Senato e sarà approvato in via definitiva in giornata, è persino peggiore di quello che ci era entrato: ovvero, di fatto, una legge ad hoc per l’occupazione politica delle Atp Finals di tennis, senza la norma che estendeva un principio tutto sommato di buon senso (il controllo governativo in presenza di contributi pubblici) anche alle altre manifestazioni sportive. È il risultato del cortocircuito istituzionale tra Palazzo Chigi e Quirinale che ha portato a una giornata convulsa a Palazzo Madama, dove la maggioranza ha ripetutamente cambiato idea sul da farsi, e il ministro Abodi ha perso il controllo del suo Decreto (lui stesso ha ammesso di aver fatto un “passo di lato” rispetto ai lavori in commissione, annunciando che si sarebbe andati “rispettosamente” avanti sulla presenza di Sport e Salute nei grandi eventi, dichiarazione che ha fatto ulteriormente irrigidire il Quirinale ed è stata poi smentita dai fatti).