Bisogna solidarizzare con il Papa. Perché quello di ieri mattina per Leone XIV deve essere stato un impatto duro con i media italiani (se ha visto le prime pagine dei giornali). Tuttavia può essergli utile per capire come funziona il circo mediatico-clericale e quanto insidioso e dannoso può essere per lui (e per la Chiesa). Ecco cosa è successo. Una settimana fa inizia l’evento più importante dell’Anno Santo: il Giubileo dei giovani. Arrivano a Roma, a ondate, migliaia di ragazzi e ragazze. Per le vie della città eterna è una festosa ventata di volti, di lingue, di colori e di note, ma rispettosa, pacifica e allegra. Dappertutto chitarre, rosari e bandiere. Questi giovani si sono preparati all’incontro con il Papa di sabato 2 agosto partecipando a momenti di preghiera, di riflessione, di festa, anche con una grande giornata di riconciliazione sacramentale al Circo Massimo (centinaia di confessori a loro disposizione per ore e ore).
Immagini che potevano suscitare sui media delle riflessioni su un fenomeno che non rientra nei soliti schemi ideologici relativi ai “giovani” e alla Chiesa. Ma non si sono lette riflessioni approfondite.
Sabato è il gran giorno. Arriva il Papa e dall’alto dell’elicottero vede sull’immensa spianata di Tor Vergata una moltitudine di giovaInvece ieri, lunedì, le prime pagine dei giornaloni aprivano con il Giubileo dei giovani, ma con questi titoli: “Il Papa: con Gaza e Kiev” (la Repubblica). “Nel nome di Gaza e Kiev” (La Stampa). “Con i ragazzi di Gaza e Kiev” (Corriere della sera). $ successo che, nei saluti finali dell’Angelus, il Pontefice, fra tante altre cose, ha detto: «Siamo con i giovani di Gaza». Una frasetta di sei parole ha fatto i titoli di prima pagina dei giornaloni che così hanno potuto ignorare tutto quello che Leone aveva detto e fatto in quei giorni, riducendo il Pontefice al tema politico e usandolo, in sostanza, contro Israele e contro Trump. I media, disorientati dallo stile pastorale e spirituale del nuovo Pontefice, assai diverso dal predecessore, hanno strumentalizzato quella mezza frasetta.






