Èuscito ieri in Perù il primo libro-intervista di Leone XIV da quando è stato eletto Papa lo scorso 8 maggio. Molto atteso a livello internazionale, il volume scritto dalla vaticanista di «Cruz» Elise Ann Allen è frutto di due lunghi colloqui con il Papa svoltisi tra Castel Gandolfo (il 10 luglio) e l’appartamento personale di Prevost a Palazzo Sant’Uffizio (30 luglio). Il risultato finale si rivela un vero e proprio schiaffone a tutti quei progressisti, sia in campo ecclesiale che politico, che da mesi vanno descrivendo l’attuale pontificato come la naturale prosecuzione del precedente, quello di Jorge Mario Bergoglio. Le domande rivolte al novello pontefice dalla Allen - fidata amica di Francesco come il marito John, anch’egli giornalista – si sono incentrate prevalentemente su temi scottanti come Sinodalità, ruolo delle donne nella Chiesa, l’inclusione dei fedeli LGBTQ+, l’attuale situazione internazionale e, argomento squisitamente ecclesiastico ma assai divisivo nella gerarchia vaticana, il ripristino della cosiddetta «messa in latino». Su Gaza, le cui posizioni del Papa sono comunque ben note grazie ai suoi costanti appelli alla Pace, Leone è però molto cauto sulla definizione di «genocidio» cara alla sinistra e ai croceristi di Flotilla. Afferma il pontefice: «La parola genocidio viene usata sempre più spesso. Ufficialmente, la Santa Sede non ritiene che si possa fare alcuna dichiarazione in merito in questo momento», smentendo quindi sia la sinistra che in tal senso ha cercato più volte di tirato per la candida veste ma anche il suo immediato predecessore. Leone sul punto così conclude: «Esiste una definizione molto tecnica di cosa potrebbe essere il genocidio, anche se sempre più persone sollevano la questione».
Papa Leone striglia i progressisti. Non parla di genocidio, dice no alle nozze gay e al diaconato femminile
È uscito ieri in Perù il primo libro-intervista di Leone XIV da quando è stato eletto Papa lo scorso 8 maggio. Molto atteso a liv...







