Un nuovo dettaglio si aggiunge al caso-Almasri. Si apprende infatti che Giulia Bongiorno, difensore della parte civile, nei primi giorni di giugno ha chiesto formalmente al Tribunale dei ministri di ascoltare il sottosegretario Alfredo Mantovano. La Bongiorno motivò la richiesta argomentando che il sottosegretario, avendo seguito personalmente tutte le fasi della vicenda, fosse in grado di fornire una versione più completa e dettagliata dei fatti. Tuttavia, la risposta del Tribunale è stata sorprendente: i giudici hanno deciso infatti di non ascoltare Mantovano, ma di convocare il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ritenendo che le posizioni di Meloni e Mantovano fossero “non fungibili”.
Questo episodio ha aggiunto ulteriore tensione alla vicenda: perché non ascoltare Mantovano, su cui ora pende la richiesta di rinvio a giudizio? La richiesta di archiviazione per Meloni e la decisione opposta per gli altri elementi del governo coinvolti viene aspramente criticata dal premier e dallo stesso esecutivo. E ovviamente la scelta di non accogliere la richiesta di ascoltare Mantovano ora solleva ulteriori interrogativi anche sull'effettiva trasparenza e imparzialità del procedimento in corso.











