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La richiesta è pervenuta ai primi di giugno dall'avvocato Giulia Bongiorno che segue il caso, ma è stata respinta

Giorgia Meloni, nella serata di ieri, ha reso pubblico un comunicato di fuoco con il quale ha informato dell'archiviazione della sua posizione sul caso Almasri e della deduzione che, al contrario, i ministri Nordio e Piantedosi, insieme al sottosegretario Mantovano, si sarebbero dovuti presentare in Aula per il voto. Oggi alcune indiscrezioni riportano che nei primi giorni dello scorso giugno l'avvocato Giulia Bongiorno chiese per iscritto al Tribunale dei ministri di ascoltare il sottosegretario Mantovano nell'ambito del procedimento avviato per la mancata consegna alla Corte penale internazionale del comandante libico, ma che questa richiesta non venne accolta.

La ragione per la quale l'avvocato avrebbe voluto che il suo assistito venisse ascoltato risiede nel fatto che il sottosegretario aveva seguito ogni fase della vicenda e poteva, nella valutazione della legale, garantire un'informazione completa. Ma i giudici hanno ritenuto l'ascolto di Mantovano inutile al fine del procedimento: la richiesta era di ascoltare il ministro Nordio e hanno ritenuto le due posizioni "non fungibili". Come scrive Felice Manti su il Giornale in edicola oggi, il ministro della Giustizia viene formalmente informato dell'arresto di Almasri, avvenuto il 19 gennaio, "solo il giorno dopo, quando però il Pg chiede di dichiarare l'irritualità dell'arresto in quanto non preceduto 'dalle interlocuzioni con Nordio, titolare dei rapporti in via esclusiva con l'Aja'".