Il giorno dopo aver consegnato alla gogna la senatrice a vita Liliana Segre, Francesca Albanese sollecita i giudici italiani a indagare il governo Meloni. A suo dire responsabile del genocidio a Gaza. Lo ha detto senza mezzi termini ieri a Bari, dove è stata accolta come una eroina dal sindaco del Pd Vito Leccese (delfino di Milano e Decaro) che le ha donato le chiavi della città in una cerimonia in diretta social dopo il “tutto esaurito”.

«Questo governo è corresponsabile di quello che sta succedendo al popolo palestinese» ha detto lei, subito incalzata da Michele Emiliano: «Come facciamo come Regione Puglia a chiedere sostengo ai procuratori di Bari e Lecce per perseguire questo genocidio?». Appello accolto anche da Bonelli, pronto con il sodale Fratoianni a fare della paladina degli antisemiti la leader di tutta la sinistra: «Netanyahu governa come un criminale che utilizza la fame e la distruzione come strumenti di sterminio di massa. Ma questa responsabilità non è solo sua», ha detto Bonelli. «È la complicità dei governi occidentali, a partire da quello italiano, che consente a Netanyahu di continuare. Meloni e il suo governo, con il silenzio e le forniture militari, sono corresponsabili di questi crimini». Per Bonelli «Netanyahu è un uomo sotto mandato di arresto della Corte Penale Internazionale. Con lui, chi lo sostiene senza condizioni si macchia della stessa colpa morale e politica». Fratoianni alza il tiro : «Sono la comunità internazionale, una buona parte della Ue con in prima fila il governo italiano ad aver fatto finta che non fosse così scegliendo un silenzio che ora dopo ora si è trasformato in complicità».