L’intenzione è chiara: denunciare nei tribunali internazionali (insieme al Centro di ricerca ed elaborazione perla democrazia) il governo italiano per genocidio per quanto avviene a Gaza. E per la «complicità» che il nostro Paese offre allo Stato israeliano, soprattutto per la collaborazione nel settore della difesa. Ieri Fabio Marcelli, direttore-ricercatore di diritto internazionale nell’Istituto di Studi Giuridici Internazionali (Isgi) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), ente di ricerca vigilato dal ministero dell’Università ha messo nero su bianco le sue teorie che legano un po’ tutto: dalle guerre in Ucraina e Medioriente alla collaborazione militare e delle aziende della difesa.

Dalle scelte dell’amministrazione guidata da Donald Trump di «deportare massicciamente i «migranti irregolari» all’omicidio negli Stati Uniti «del giovane ideologo trumpiano Charlie Kirk e da tanti altri episodi meno conosciuti». Insomma, secondo Marcelli che sul blog de Il Fatto si definisce “giurista internazionale”, gli States «scivolano sempre più rapidamente verso la guerra civile, come dimostrato dall’uccisione Kirk era noto, fra le altre cose, per essere un grande fautore dell’accesso generalizzato alle armi».