La domanda di mele biologiche è in ripresa con crescite tra l'1 e il 5 per cento. In Ue, alcune insegne della Gdo stanno ampliando l'assortimento, sia in termini varietali sia di posizionamento, includendo proposte di primo prezzo e premium accanto a quelle standard. Allo stesso tempo, calano le importazioni dall'Emisfero Sud, segnale che rafforza il ruolo dei produttori europei come quelli dell'Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta (Vip). Le prospettive per la stagione 2025/26, per le mele Vip, infatti, sono favorevoli, con una disponibilità simile a quella dell'anno in corso per il mercato del fresco, con un lieve aumento della quota destinata alla trasformazione. Con circa 45mila tonnellate, le mele bio Val Venosta hanno mantenuto una presenza solida in tutta Europa. "Lo scorso anno abbiamo avuto diversi problemi legati alle condizioni meteorologiche estreme - spiega Gerhard Eberhöfer, responsabile varietà bio di Vip - ma siamo riusciti a garantire continuità nelle forniture e una buona qualità, ottenendo anche un incremento delle vendite sul mercato interno".
Quanto all'ampliamento dell'offerta, Vip continua a investire in nuove varietà innovative come SweeTango©, Ambrosia™, Kanzi©, Cosmic Crisp©, insieme a varietà resistenti come Bonita e Natyra©, grazie ai nuovi impianti che stanno entrando gradualmente in piena produzione. Dietro i risultati, resta una quotidiana complessità legata al clima e alla gestione fitosanitaria. Tra le sfide principali, la cocciniglia lanigera, per la quale è stato avviato un progetto di ricerca e la scarsa escursione termica che compromette la colorazione dei frutti.







