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Il presidente del Consiglio federale russo Valentina Matvienko con Vladimir Putin

San Marino, 5 agosto 2025 – “Intollerabile. Presenterò in giornata un’interrogazione ai ministri dell’Interno e degli Esteri perchè spieghino come sia possibile che una delle massime autorità politiche russe possa godere di una sorta di zona franca, una specie di extraterritorialità, in Italia”.

Lo scrive su ‘X’ Ivan Scalfarotto, senatore e responsabile Esteri di Italia viva, a commento del post, pubblicato sul medesimo social, in cui si denuncia che “Valentina Matvienko, terza carica della Federazione Russa, colei che ha firmato il decreto per l’invasione dell’Ucraina” possiede una villa a Pesaro “mai sequestrata e tuttora utilizzata”, e protetta da un cartello che intima il reato di “violazione di domicilio”. Ma non solo in Italia, sembrerebbe. Anche a San Marino ci sarebbe, secondo un’inchiesta pubblicata da Linkiesta, il ’tesoro’ della signora di San Pietroburgo.

Poco prima dell’attivazione delle sanzioni europee, suo figlio Sergey Matvienko, avrebbe trasferito parte significativa degli asset familiari sul Monte Titano. Tutto questo in barba alle sanzioni occidentali per la guerra in Ucraina. Dalla segreteria di Stato agli Esteri di San Marino fanno sapere di avere avviato delle verifiche sul caso. “Respingiamo con forza – dichiarano da Palazzo Begni alla tv di Stato – la tesi secondo cui San Marino abbia maglie più larghe rispetto agli altri Paesi solo perché ha adottato le sanzioni più recentemente rispetto al resto dell’occidente. Applichiamo le restrizioni previste a livello internazionale come l’Italia e tutti gli altri paesi dell’Unione Europea, al di là della data di movimentazione dei fondi. Nel caso vengano appurate irregolarità valuteremo le azioni conseguenti”. Dal Titano si respinge con forza l’idea che la Repubblica sia considerata ancora un sistema opaco. “San Marino, come riconosciuto a livello italiano ed internazionale, è conforme a tutti gli standard di trasparenza e di scambio di informazioni bancarie – sottolineano dagli Esteri – Non è escluso che i fondi siano veicolati attraverso società non riconducibili alla famiglia Matvienko, come accaduto per la villa di Pesaro”. Una villa da oltre 7 milioni di euro con la bellezza di ventisei ettari di parco sul Monte San Bartolo.