La prima notizia è che un’imprenditrice brianzola di 38 anni, Giusy Anna Scarcella, ha annunciato l’acquisto di un club del “maschilissimo” calcio professionistico italiano. Caso raro di donna proprietaria, una ventata di aria (apparentemente) fresca sul Rimini Football Club che milita con gravi difficoltà finanziarie in Serie C, rischia di partire da -6 nel prossimo campionato e ha subìto sei cambi di proprietà negli ultimi 15 anni. La seconda notizia è che in un batter d’occhio, cioè già dal primo agosto, «si è insediata ufficialmente - ha comunicato il club sul suo sito - la nuova proprietà», ovvero la società Building Company di Carate Brianza (Monza). La terza notizia: non è tutto oro quello che luccica, ammesso che ci sia oro. Che cosa non va? Proviamo a entrare nel cuore dell’operazione, che non ha scatenato la gioia dei tifosi. Anzi.
Rimini Calcio: l’azzardo di lady Scarcella, la manager brianzola che ha comprato il club (apparentemente)
Le tre anomalie dietro l’operazione. L’enigma della società acquirente: la Building Company di Carate Brianza. Il buio sui bilanci. Ma lei: «Ho salvato il calcio a Rimini»






