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Trump ha inaugurato una "ballroom" alla Casa Bianca, ma non è di buon auspicio

Cheesecake verso Sachertorte. Philip Roth, autore de Il Complotto contro l'America, verso Joseph Roth, cantore della finis Austriae. Washington contro Vienna. Insomma, come resistere? Come astenersi da un parallelo tra il declino dell'Impero Austro-Ungarico, coi suoi dorati saloni da ballo illuminati da centinaia di fiammelle a gas, e il magniloquente progetto della ballroom trumpiana da 8.400 metri quadrati alla Casa Bianca?

Bagliori a confronto, bassi imperi a confronto, balli e balle a confronto, declinanti grandeur a confronto, ultimi fuochi e ultimi dazi. Irresistibile. L'Austria degli Asburgo non era più invincibile, e brillava come una stella spenta di cui giungevano luci d'altri tempi: luce, sì: bagliori anche negli occhi delle donne, celati dalle velette dei cappelli di piume, avvoltolate nei manicotti di pelliccia, stordite da quella musica seducente; e bagliori anche negli occhi delle ultime suprematiste bianche americane (se non sono andate in procura a denunciare molestie) mentre il Presidente, Trump, ascolta le sue musiche preferite, che sono My Way di Sinatra, We Are the Champions dei Queen e Eye of the Tiger dei Survivor, quella di Rocky 3.