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Polemiche negli Usa per il progetto della sala da ballo che sorgerà al posto della East Wing. E i costi stimati per l'intervento raggiungono i 300 milioni di dollari
Donald Trump, definito spesso il demolitore, nel bene nel male, dell'ordine mondiale ha colpito, letteralmente, anche alla Casa Bianca. Nelle scorse ore e nel giro di tre giorni le ruspe entrate in azione lunedì hanno infatti completato la demolizione dell'Ala Est della storica residenza presidenziale al 1600 di Pennsylvania Avenue. Al suo posto, sgomberate le macerie, sorgerà una maestosa sala da ballo, un progetto fortemente voluto dal tycoon e i cui costi sono già lievitati dai 200 milioni di dollari ai 300 secondo quando riportato dal Washington Post. I fondi, a detta del presidente Usa, dovrebbero essere stanziati da lui stesso e da una serie di ricchi donatori.
Le rassicurazioni del commander in chief non rassicurano però del tutto i critici, tra i dem e non solo. In questi giorni le foto di una parte della Casa Bianca ridotta ad un cumulo di macerie hanno sollevato accese polemiche sia per l'assenza dell'autorizzazione al progetto da parte dell'agenzia federale che sovrintende alla costruzione degli edifici federali sia per le promesse iniziali di Trump su un intervento edilizio non così profondo. Non ha contribuito a rasserenare gli animi l'ordine di non condividere scatti dei lavori in corso emesso dall'amministrazione repubblicana e rivolto ai dipendenti dell'adiacente dipartimento del Tesoro.













