PORDENONE - Sono oltre un centinaio le firme in calce alla petizione per chiedere la “testa” del presidente Michelangelo Agrusti dalla guida di Pordenonelegge, il festival letterario arrivato alla XXVI edizione. Una raccolta firme che gira di mail in mail e che è stata condivisa anche con i partecipanti durante la manifestazione per la Palestina, promossa dalla lista civica Bene Comune.
Ma non è la lista Bene Comune che l’ha promossa. E già qui nasce un piccolo giallo. Il promotore, dicono, è l’avvocato Sebastiano Comis, che al telefono conferma la raccolta firme, ma rinvia a Michele Negro spiegando che la petizione è pubblicata su Facebook. Sui social compaiono l’intervento di Roby Ferrari e la condivisione di quello a firma di Gigi Bettoli “Pordenone Legge Agrusti” ospitato sul Blog degli storici del Friuli Occidentale. Anche Bettoli posto il suo nome in calce alla petizione e spiega: «È un appello, anch’io l’ho firmato ma non ne sono io il promotore. A me l’han girata altre persone». E ne riassume il contenuto: «Si parte dal fatto che quello che il presidente Michelangelo Agrusti dice su Israele non è condivisibile, ma visto che prende queste posizioni deve dimettersi perché non può garantire il pluralismo di una manifestazione culturale che non può essere connotata così rigidamente come fa lui».








