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Ultimo aggiornamento: 15:56

Mancava solo l’ufficialità ed è arrivata lunedì pomeriggio. La Commissione europea “adotterà le misure necessarie per sospendere di sei mesi le contromisure dell’Ue nei confronti degli Stati Uniti, che avrebbero dovuto entrare in vigore il 7 agosto“. Il congelamento del listone di contro-dazi verrà formalizzato “domani, 5 agosto, con procedura d’urgenza”, ha annunciato il portavoce della Commissione Olof Gill, sottolineando che “l’Ue continua a collaborare con gli Usa per finalizzare una dichiarazione congiunta, come concordato il 27 luglio”.

Se Ursula von der Leyen e il commissario per il commercio Maros Sefcovic continuano a ribadire di aver fatto “il miglior accordo possibile“, le critiche all’intesa raggiunta con Donald Trump però non si placano: “Un pessimo accordo economico, un autogol“, lo ha definito oggi il premier ungherese Viktor Orban. E il rischio dello slittamento della dichiarazione congiunta a settembre potrebbe ulteriormente moltiplicare il malcontento: il testo cono tutti i contenuti del deal , infatti, non si è ancora visto e difficilmente vedrà la luce nel breve termine.

Gli Usa non hanno fretta e la Commissione rischia di restare con almeno tre nodi scoperti: le auto, i farmaci e il vino. Le prima, al momento, restano ancorate all’aliquota del 27,5%. Sui farmaci, al momento, pende la tariffa base del 15%. Sul vino, infine, l’ipotesi dell’esenzione da applicare ai cosiddetti prodotti strategici ancora non ha preso forma. Intanto le industrie nazionali scalpitano. “A tutti gli effetti, l’accordo globale per ora è questo”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Mercedes-Benz, Ola Källenius, durante una telefonata con gli investitori questa settimana, aggiungendo di essere “molto incerto” se potessero essere aggiunti emendamenti specifici per settore o per azienda.