La meraviglia muove il mondo. Nel 1927, Freya Madeline Stark arriva a Beirut, viaggia verso la Siria e scrive nei suoi appunti: «Non avrei mai immaginato che la mia prima volta nel deserto potesse arrivare con un tale urto di bellezza e rendermi schiava, immediatamente». Quello stupore le cambia la vita. Aveva sentito parlare degli “assassini”, setta persiana che terrorizzava l’Oriente tra XI e XII secolo e si mette sulle loro tracce per trovarne luoghi e resti materiali. Poi, si fa archeologa e in Persia si divide fra gli “assassini” e i loro castelli, arrampicandosi sulla fortezza di Alamut a piedi scalzi, e i bronzi del Luristan, oggetti preziosi prodotti nella prima metà del I millennio a.C. tra Iran e Iraq. La storia di Freya Stark è una delle più avvincenti nel libro Archeologi. I maestri del passato, scritto da Andrea Augenti, docente di Archeologia medievale all’Università di Bologna. Che dichiara il suo intendimento, ripercorrere l’archeologia attraverso le biografie dei suoi protagonisti: «perché solo dopo aver capito cosa e come facevano i nostri predecessori, possiamo capire come mai facciamo il nostro mestiere in un modo e non in un altro, i motivi delle nostre scelte, e come possiamo migliorarci oltrepassando i limiti».