Il mondo dell'artigianato corre verso una mutazione strutturale. Nel suo dna c'è sempre l'attività manuale, ma si vuole cambiare le principali regole istitutive della categoria. Si guarda a vendere i prodotti direttamente, cioè senza la necessaria licenza commerciale come avviene oggi. Si spinge per far saltare l'attuale tetto agli organici, che salirà da 18 a 49 dipendenti. Soprattutto ci sono pressioni per inserire all'interno delle stesse aziende anche soci non lavoratori, quelli di capitale, ricalcando in parte il modello delle Srl.

Prende forma in Parlamento la riforma dell'artigianato, con le associazioni di categoria - Confartigianato, Cna e Casa Artigiani - che spingono sul governo, sui partiti di centrodestra e centrosinistra per superare la legge quadro del settore, la 433. Quella che venerdì prossimo compirà 40 anni con i suoi troppi paletti all'interno. Norme che sono viste come ostacoli per un mondo (dati 2024) composto da 1,3 milioni di microaziende che danno lavoro a 2,6 milioni di persone, con un fatturato da 374 miliardi (59 miliardi realizzati grazie all'export) e che nel 60 per cento dei casi non è riuscito a fare assunzioni, a trovare giovani artigiani per sostituire chi va in pensione.