Il Parmigiano Reggiano non solo non avrà un aumento dei dazi, ma beneficerà di una riduzione passando dal 25% (la somma delle tariffe pagate dagli anni ’60 con quelle che si sono aggiunte dall’aprile scorso) al 15% in base alla quota dell’accordo Usa-Ue. Anche se, come riporta il Messaggero citando fonti autorevoli, addirittura potrebbe portare a casa l’azzeramento perché «l’Italia sembrerebbe averla spuntata sui formaggi a pasta dura».

Niente eccezioni invece, riporta il quotidiano romano, per mozzarella, gorgonzola, burrata e stracchino, mentre pasta e olio d’oliva sembrano vicini al traguardo esenzioni. Meno facile la partita per il vino.

Tavolo made in Italy a Palazzo Chigi

Il governo ha convocato tutto il sistema produttivo di settore domani a Palazzo Chigi. Ci saranno il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollorigida, i ministero delle Imprese e della Salute e la presidenza del Consiglio; per la filiera del vino Alleanza Cooperative Agroalimentari, Assoenologi, Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini e Unione Italiana Vini. Partecipano anche Coldiretti e il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, come Vinitaly quale player per la promozione.

Un tavolo, ha detto Lollobrigida annunciando la riunione nei giorni scorsi, nel quale si parlerà anche di dazi ma in cui si vuole affrontare la questione nel suo complesso come strategia, dalle logiche di mercato a quelle di comunicazione. E proprio sulla spinta alla promozione punta l’Unione Italiana Vini che non chiede ristori ma interventi specifici «affinché il pedale dell’acceleratore sugli investimenti sul mercato americano non si fermi. Sarà fondamentale premere sulla promozione diretta e indiretta coordinata con le imprese, in primis nel mercato americano, per sostenere i brand in un contesto di aumento generale dei prezzi e dei costi - dice all’Ansa il segretario generale Paolo Castelletti, alla vigilia della riunione -. Anche il mercato Ue e nazionale dovranno essere presidiati. Nel frattempo, è essenziale lavorare sulla diversificazione e sugli accordi di libero scambio, Mercosur in testa, che ci auguriamo possa essere approvato a breve».