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In attesa di un eventuale chiarimento istituzionale, la novità continua a far discutere, tra aspettative di maggiore flessibilità e richieste di maggiore trasparenza da parte di chi vola

Una modifica attesa da anni, pensata per rendere più agevoli i controlli in aeroporto e facilitare la vita ai passeggeri. La nuova disposizione approvata dalla Conferenza europea dell’aviazione civile (Ecac), entrata in vigore lo scorso 25 luglio, consente di portare nel bagaglio a mano liquidi in contenitori superiori ai 100 millilitri, fino a un massimo di due litri. Il tutto, però, a una condizione: che lo scalo di partenza sia dotato di scanner di nuova generazione, in grado di rilevare con precisione eventuali sostanze pericolose.

Tuttavia, la sua applicazione non è uniforme e sta generando dubbi e segnalazioni da parte delle associazioni dei consumatori. Come rileva Assoutenti, sebbene numerosi scali europei – tra cui Milano Malpensa e Linate, Roma Fiumicino, Bologna, Parigi Charles de Gaulle e Orly, Londra Heathrow e Gatwick, Berlino, Francoforte e molti altri – abbiano già installato i nuovi dispositivi, non tutti hanno scelto di adeguarsi subito alle nuove regole. In molti casi, infatti, rimane in vigore il limite tradizionale dei 100 ml per singolo liquido nel bagaglio a mano. Questo scenario sta creando confusione tra i passeggeri, in particolare in alta stagione. Chi si presenta ai controlli con prodotti acquistati regolarmente – come cosmetici, profumi, liquori o bottiglie – rischia di doverli abbandonare al varco di sicurezza o di doverli imbarcare in stiva, affrontando un costo aggiuntivo.