«C'è qualcosa di strano, non abbiamo neppure trovato i vestiti di mia sorella, non c'erano al nostro arrivo. C'erano solo le scarpe». Sono queste le prime parole di Roberta Cinà, la sorella gemella di Simona, la pallavolista morta in piscina durante una festa. «Aveva un bracciale di mia mamma a cui teneva molto e lo abbiamo trovato dentro la borsa conservato, quindi vuol dire che lei era pienamente in se, perché ha pensato di conservare il bracciale. Mia sorella Simona non si drogava, beveva raramente e curava molto il suo corpo». Giusy, la mamma di Simona chiede «chiarezza» sul decesso della figlia ventenne: «Voglio sapere cosa è successo a mia figlia, perché è morta...Era una brava ragazza, studiava, amava lo sport e la conoscevano tutti. Era solare, non litigava mai con nessuno e portava sempre a termine i suoi traguardi. Lo sport era la sua vita, curava il corpo, studiava al terzo anno di università. Noi vogliamo sapere cosa è successo a mia figlia, questo soltanto». Il padre Luciano spiega: «C'erano solo bottiglie d'acqua, la piscina era pulita, noi abbiamo chiamato per avere notizie su mia figlia. Dov'è finito l'alcool? Non è normale che ci fosse solo acqua, nessuno ci ha chiamato- aggiunge l'uomo -. Mia figlia era una sportiva, era un pesce in acqua. Vogliamo sapere cosa è successo», e aggiunge: «Non è possibile morire così giovane..».
La gemella di Simona Cinà, morta a una festa in piscina: «Non abbiamo trovato i suoi vestiti, ma solo le scarpe. Al nostro arrivo tutti stavano zitti»
Le prime parole della famiglia Cinà della ventenne palermitana, giocatrice di pallavolo, morta sabato notte durante una festa di laurea : «Era a bordo piscina, solo con il costume coperta da un telo. Ora vogliamo chiarezza»










