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Ultimo aggiornamento: 8:00 del 14 Luglio
In un recente rapporto, Amnesty International ha denunciato l’allarmante aumento delle condanne a morte eseguite in Arabia Saudita, soprattutto per reati di droga e in particolare nei confronti di cittadini stranieri. Tra gennaio 2014 e giugno 2025, secondo fonti di stampa ufficiali, sono state messe a morte 1816 persone, quasi una su tre per reati di droga che secondo le norme e gli standard internazionali non possono essere puniti con la pena capitale. Delle 597 esecuzioni per reati di droga del decennio, quasi tre quarti hanno riguardato cittadini stranieri.
Nel 2024 le esecuzioni in Arabia Saudita sono state complessivamente 345; nei primi sei mesi del 2025 sono state 180. Solo nel mese di giugno, sono state messe a morte 46 persone, 37 delle quali per reati di droga.
Il numero di 345 esecuzioni nel 2024 è il più alto mai registrato da Amnesty International da oltre 30 anni. Circa il 35 per cento, 122, hanno riguardato reati di droga e questo è il dato più alto mai verificato dal 1990, quando l’organizzazione per i diritti umani ha iniziato a tenere i conti delle esecuzioni in Arabia Saudita. Nel 2024 l’Arabia Saudita è stato uno dei quattro Stati al mondo in cui sono state eseguite condanne a morte per reati di droga.






