"Come si può pensare che un magistrato decide se un Paese è sicuro?". Il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un'intervista al Corriere della Sera, smonta le motivazioni dei giudici Ue parlando del pronunciamento della Corte di Giustizia europea, spiegando che "alla lista lavorano tante persone tutto l'anno per valutare i vari parametri, con ambasciata e diplomatici. Non è una decisione individuale, non è un ministro che decide da solo. È frutto del lavoro dei ministri, Palazzo Chigi, Interni, ambasciatori, funzionari... Vogliamo mettere alla Farnesina un magistrato? Solo nelle dittature giudiziarie tutti sono sindacabili tranne i giudici, è una cosa da giacobini. Il giudice deve applicare la legge, non scegliere le destinazioni sicure. Questa non è certezza, ma incertezza del diritto".