Mediobanca, da tempio del silenzio, è diventata un bancomat di lusso. La sobrietà è morta. Il cinismo è sopravvissuto, ma solo nella versione liquidazione di fine stagione. Viene da chiedersi chi abbia potuto suggerire all’Ad di Mediobanca – che si è sempre professato, almeno a parole, uomo di mercato, facendo oggi invece slalom tra le assemblee per schivare i confronti con gli azionisti - di imboccare una via crucis contro il governo e il ministro dell’Economia, accusandoli quasi di «manipolazione del mercato». Come se in Francia o in Gran Bretagna i governi non si permettessero mai di mettere mano agli scacchieri bancari. Ma si sa che certe amnesie selettive sono un classico della Piazzetta.
Così Mediobanca rischia di diventare un bancomat. Il retroscena di Bisignani
Enrico Cuccia si rigira nella tomba e se potesse chiederebbe i danni d’immagine. I giuslavoristi di Alberto Nagel studiano l’ultimo colpac...











